AMOREDROPLET - Racconto


Negli strani giorni con le mascherine e i visi coperti, Paolo e Paolo, due amici talmente amici da differenziarsi solo per il cognome, si erano trovati a parlare di quanto cazzo fosse diventato difficile avere fiducia e fare colpo al solo sguardo. Cioè, quella roba di un tempo. Non dico la sveltina in bagno al centro commerciale, ma almeno, ecco, un cambio di tavolo al bar. La scusa più stronza, una chiacchiera e poi magari ci si rivedeva. Si, durante il lockdown Tinder è andato forte, ma Paolo1, il nostro protagonista, usciva appena da una storia tormentata e starsene un paio di mesi da solo gli aveva fatto bene. Poi c’era stata l’estate, ad agosto aveva raggiunto a Marotta una vecchia fiamma olandese, una che rimaneva sempre una gran topa, ma con la quale era difficile avere un rapporto a distanza. Cioè lui sarebbe riuscito, era lei che faticava nel terreno della monogamia. E forse negli anni era anche diventata bisessuale.

Comunque lei si era fatta l’iter della quarantena e si erano biblicamente trovati nell’ultima settimana di vacanza condivisa.

Poi però è arrivato settembre e Paolo1 ha iniziato a sentire che per iniziare qualcosa di nuovo sarebbe servito un po’ di sano negazionismo, e questo gli risultava difficile. Cioè, doversi applicare, leggersi due tre titoli giusti al giorno, una catena uotsap come si deve ogni tanto… insomma diventava tutto troppo impegnativo. Anche Bersani in televisione l’aveva sottolineato che in tutto il mondo i negazionisti sono quelli di destra e che a sinistra invece si prende seriamente il problema. Si, certo, parla facile Bersani, lui ormai il cuore ce l’ha al calduccio e fatti suoi se l’attrezzo l'ha appeso al chiodo, ma per tutta l’altra gente di sinistra? In età eccitabile, single, liberi da un certo dogmatismo a prescindere da ciò che hanno votato al referendum… che fare? Le cene le riduci nel numero delle presenze, le feste non si fanno, nei pub si sta tra congiunti… insomma ecco, passata una settimana, passata la seconda, passata la terza, a Paolo la cosa cominciava a pesare.


Bel taglio di occhi, poi si levava la mascherina e quelle labbra non erano proprio il suo tipo. Bei capelli visti da dietro, poi si girava e aveva superato gli 80. Lui poi non è che avesse mai scommesso tanto sugli occhi, i suoi. Era sempre andato forte nell’insieme e ora sentiva che affidare tutto a una porzioncina di sguardo, in un clima già diffidenza, diventava davvero complicato. Con Paolo2 ci avevano ragionato su: 'si proprio un bel casino'. Già la vita sotto covid è quel che è, contorta, estenuante, tutta un pensiero sul non toccarti gli occhi, dai il gomito non dare il gomito, chirurgica o stoffa, ffp2 o casco integrale… Ora rischiare di doversi anche affidare ad un’applicazione per flirtare faceva davvero male all’autostima, e l’idea di dover aspettare il vaccino per farsi invitare a casa da una sconosciuta era davvero insostenibile. E, in ultimo, pensare di passare tutto questo tempo andando a ripescare le ex single significava aver buttato anni e anni di terapia… Certo, se uno si studia bene le mappe dei contagi, qualche paese a RT vicino allo zero ci sarà nel mondo, ma, insomma, non è che si sentiva messo così male… La cosa che gli interessava in fondo era sempre l’amore, il sogno di un amore, qualcosa che gli assomigli almeno, che sia di una vita, di un inverno o di una sera, ma che sia perfettamente illusorio e vero come l’amore.


Continuava a pensarci Paolo1 al semaforo interminabile per entrare sulla Tiburtina all’altezza di Largo Beltramelli, mentre ingranava la prima aspettando che scattasse il verde. Un pensiero insistente che però doveva riuscire a togliersi dalla testa, che doveva superare, perché non poteva… SBEM. Due occhi verdi sotto una cascata di ricci castani e due labbra perfettamente sincronizzate alla gioia del sorriso. SBEM. Lo sta guardando, si, proprio a lui, mentre scatta il verde e le macchine ripartono. SBEM. Ora lei riporta gli occhi belli sulla strada, riparte e tutto sembra perso, ma no, si scopre i capelli sulla sinistra, per farsi vedere meglio, per guardarlo meglio pensa Paolo1 (che è già cotto, che non sa più guidare, non sa usare la frizione, non sa più pensare…) SBEM. Riparte anche lui, s’immette sulla Tiburtina, ed è contento che sia trafficata, per una volta la gioia di vivere in una città infestata dal traffico, di andare a passo d’uomo! A passo di donna, perché lei è lì accanto. Sulla sua destra, leggermente più avanti rispetto a lui, ed è come se si parlassero. Lui arrossisce, si tira su nel sedile, toglie la mascherina appesa allo specchietto per vederla meglio, per farsi vedere meglio… e nell’ammucchiare velocemente nel pugno quell’elemento altamente inquinante prodotto in Cina e diventato importante quanto le mutande, Paolo 1 si sente finalmente al riparo, libero di esprimersi, libero da contingentamenti, da negazionismi, felice di poter flirtare liberamente con una di sinistra. 'La macchina! Paolo2, eccola la soluzione'. Ancora un volta, come alla fine del diciannovesimo secolo, sono le macchine la soluzione a tutto! Il progresso!


Lei si chiama Cristina pensa, o Flavia, o Bella. Forse si chiama Bella… E Bella lo guarda, Bella è pronta, Bella aspetta un segnale… ma il traffico si allenta e Bella prende quota, sale sul ponte sopra la tangenziale e accelera in direzione Verano. Paolo 1 allora sguscia tra le auto, una, due, tre e le è subito a ridosso. Deve beccarla, non può perderla. Non può aspettare il vaccino! All’altezza dell’ex Centro Baobab fortunatamente la strada si ingolfa e stavolta Paolo1 e Bella sono di nuovo vicini, quasi appaiati. Entrambi sicuramente soffrono dello sgombero di quel centro per immigrati che è stato così importante nella storia dell’accoglienza della capitale, ma in questo momento no. In questo momento non c’è posto per altre emergenze. C’è solo la loro, si vedono le nuvolette coi loro pensieri. Sei bellissima. Ma no dai. Chi sei. Che fai nella vita. Chi viene a prenderti. Chi ti apre lo sportello… A Paolo1 tutte le canzoni di Baglioni e il primo Eros iniziano a solcargli il cuore. Bella riflette meno, è più spontanea, sta aspettando una magia per fermarsi e finalmente arriva. Paolo 1 mette la freccia e le fa segno di accostare. Lei accosta, proprio lì in via Cupa, dove un tempo c’era il mitico Baobab. Una sera lì dentro Paolo1 ci aveva beccato anche il figlio di D’Alema a farsi le bombe, ma questo non era così importante ora, quel che era importante era la possibilità che la vita gli aveva messo davanti. Amare Bella.


Paolo1 piazza la sua macchina accanto a quella di lei. E ride. Come uno scemo. Non sa che fare. La guarda, si guardano. Anche lei sorride imbarazzata, arrossisce. C’è il covid là fuori, ma non dentro le loro auto. Protetti dai vetri, stanno sognando. Hanno la fortuna di guardarsi pienamente ma di non doversi parlare, di non abbassare il livello della poesia con le parole. Fanno cose bizzarre cogli occhi. Poi lui fa il gesto come per dire ‘c’era il Baobab qui, lo sai’. Lei vogliamo immaginare che capisca, nei suo occhi dolci c’è spazio anche per la tristezza di quel pensiero. Ma una tristezza che non toglie nulla a questo incontro, anzi, gli dà qualcosa, lo approfondisce: nessuno dei due voterà lega alle prossime elezioni, e probabilmente nemmeno il PD.


La macchina, chi l’avrebbe detto! Non ci avevano pensato ma in fondo è la stessa logica dei Drive in. I cinema con i Drive in hanno funzionato bene. Solo che lì ci vai con qualcuno che già conosci, con qualcuno con cui respiri gli stessi droplet. Invece qui no, si può stare ognuno coi propri droplet eppure essere franchi, a viso aperto. Ognuno può mettere la sua colonna sonora e musicare il momento come preferisce. Lei ha sotto Paola is Virgin che racconta l’ennesimo incontro con Eddie Vedder in un buco di locale di New York a fine anni ’90, lui sente Moltheni, ma non lo fa apposta ‘Prigione o capitale di uno stato che si chiama Irene…’ Ci vogliono 15 giorni per essere sicuri di non essere infettivi, ma in Francia lo vogliono abbassare a 7 e forse la Regione Lazio scende almeno a 10. In 7 Dio ha creato il mondo, ma è in 10 che John Reed ci ha raccontato come sia scoppiata la Rivoluzione d’Ottobre.

Ed è ottobre, è proprio ottobre, è il primo di ottobre quando Paolo1 e Bella s’incontrano.

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